Vigoressia: Il complesso di Adone. L’ossessione per il fitness

Pubblicato da Simona Esposito il

“Concedete al corpo solo quanto basta a mantenerlo in salute” Seneca

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Nella nostra società si tende a dare eccessiva importanza all’aspetto fisico, quasi fosse il fulcro della nostra vita. Adone, colui dotato di tanta bellezza che nessuno tra gli umani e gli dei erano capaci di resistervi. Questo mito giunge fino ai giorni nostri divenendo però un complesso.

Con il complesso di Adone si fa riferimento ad una particolare forma di NAS (Disturbi non altrimenti specificati). Si tratta di quei disturbi che non soddisfano i criteri di uno specifico disturbo dell’alimentazione. Vede coinvolti soprattutto la popolazione maschile, in particolar modo i frequentatori di palestre e appassionati di body building. Il complesso di Adone conosciuto come bigoressia o Vigoressia è una forma di dismorfofobia muscolare. L’individuo che ne manifesta i sintomi presenta una preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto.

Che significa Bigoressia?

Il termine Bigoressia deriva dall’inglese, Big, grande, e dal latino orexis, appetito; letteralmente significa “fame di grandezza” ovvero il desiderio di possedere un corpo più muscoloso e più “asciutto”. Indica la preoccupazione costante di possedere un fisico poco prestante o troppo magro quando in realtà l’individuo è visibilmente muscoloso.

Questa eccessiva preoccupazione che assume forme di ossessione per la propria massa muscolare porta alla perdita della percezione oggettiva del proprio corpo. Per tale ragione è stato definito “anoressia inversa”. L’individuo nello specchiarsi non vede riflessa la propria immagine reale, ossia di un fisico atletico, ma vede un’immagine magra e fuori forma.

L’alterata percezione della propria immagine corporea porta ad un eccessivo e maniacale interesse per l’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare). Porta anche all’adozione di diete esclusivamente proteiche, squilibrate, sostenute spesso da un uso scorretto di farmaci.

Per farmaci si intendono le sostanze presenti nel cibo che vengono trattate e prodotte a livello industriale sotto forma di capsule, pasticche, bustine, ecc. Oppure di sostanze sintetiche che hanno degli effetti simili a quelli degli ormoni sessuali maschili.

Cosa comporta la Vigoressia a livello sociale

Tutto ciò determina conseguenze sulla salute dell’individuo, il quale ne risente anche dal punto di vista sociale. Infatti, il perseguire diete restrittive o l’avere appuntamenti fissi con la palestra lo allontanano dal condurre sani rapporti con gli altri. Determina quindi un “auto isolamento sociale”.

Ma non solo, la Vigoressia determina numerosi effetti sul benessere dell’individuo, come, ad esempio:

  • problemi inerenti al metabolismo,
  • disturbi depressivi,
  • stati di angoscia,
  • disturbi cardiovascolari e del sistema nervoso.

Questo comportamento patologico diviene un condizionamento a volte insostenibile oltre che nocivo. Basti pensare che un uomo (o una donna) non può certo vivere i suoi giorni in funzione di dieta e allenamento, avendo un lavoro, una vita affettiva, magari una famiglia e sempre poco tempo a disposizione.

Come riconoscere la Vigoressia

Difficilmente la Vigoressia viene individuata perché a differenza dell’Anoressia che determina un particolare aspetto, l’individuo con Vigoressia appare in salute. Il fatto che un individuo trascorra molte ore in palestra ad allenarsi non basta per effettuare una diagnosi. Questo è soltanto un indizio che, però, da solo non significa nulla. Così come una crescente attenzione per ciò che si mangia non necessariamente conferma il medesimo stato. Ciascun elemento preso singolarmente non è sufficiente e spesso non basta neanche individuarne più d’uno. Per individuare la Vigoressia siamo in presenta di specifici atteggiamenti, l’individuo con Vigoressia:

  • Si osserva costantemente e ossessivamente allo specchio;
  • Si studia gonfiando pettorali e bicipiti, controllando il volume e la tonicità degli addominali e delle cosce;
  • Fa spesso paragoni tra il proprio fisico e quello degli altri;
  • Prova stress se salta una sessione d’allenamento in palestra o uno dei numerosi pasti;
  • Assume proteine e sostanze chimiche;
  • Trascura eccessivamente la vita sociale per gli allenamenti;
  • Ha problemi a conciliare l’orario di lavoro con la necessità di allenarsi per diverse ore al giorno e consumare pasti adeguati. Arriva a lasciare o a rinunciare a un lavoro per questo;
  • Ha il presentimento di avere una muscolatura debole o sotto la media nonostante tutti gli sforzi profusi;
  • Presenta una distorta immagine di sé;
  • Mantiene una dieta rigorosa;
  • Si allena nonostante la stanchezza.
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Come fare la diagnosi

Al fine di una diagnosi occorre che siano presenti nell’individuo i sintomi delineati per tipo e categoria dal Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM) per il disordine dell’Anoressia Riversa.

La Vigoressia colpisce prevalentemente individui tra i 25 e i 35 anni, con una bassa autostima per cui la realizzazione sul piano fisico rappresenta la sola gratificazione.

La Vigoressia quindi rappresenta il frutto di un iniziale meccanismo di compensazione, dove la bassa autostima e l’insoddisfazione, è compensata dall’esibizione del proprio corpo e dal riceverne ammirazione.  Inoltre, poter controllare il proprio corpo dà l’illusione di poter controllare la propria vita. Infine, questi Adoni danno peso al giudizio esterno condizionando, così, la propria vita da stereotipi esterni e tra l’altro in continuo cambiamento.

L’enfasi sociale data dai mass-media e dalla cultura di massa rispetto ad un’immagine pubblica degli uomini è un agente rinforzante al problema, come lo sono le problematiche psicologiche di natura familiare. A differenza dei body builder, le persone malate di Vigoressia provano vergogna nel mostrare ad altri il proprio fisico.

Storia della Vigoressia

La Vigoressia è stata descritta per la prima volta nel 1993 da Harrison Pope Jr.  Il quale osservò la falsa convinzione secondo la quale l’avere una fisicità “perfetta” fosse una peculiarità preminente della personalità.  

Tale idea ha modificato anche l’aspetto dei giocattoli in voga, basti osservare l’evoluzione del famigerato Big Jym. Il primo Big Jym (del lontano 1964) era morfologicamente simile ad un uomo medio. Con il trascorrere del tempo e con l’avvento del Business Fitness, mentre la Barbie dimagriva sempre più, il Big Jim cresceva sempre più in muscolatura, divenendo simile al classico attuale body builder che costruisce il proprio corpo tra le mura delle palestre in modo da contemplarlo continuamente allo specchio o attraverso i selfie.

In genere non vi è consapevolezza del proprio disturbo. Se emergono pensieri ossessivi ed invalidanti rispetto all’aspetto del corpo e all’alimentazione è necessario chiedere aiuto a dei professionisti, in modo da ritrovare un giusto equilibrio tra il corpo e la mente.

BIBLIOGRAFIA

  • De Pascalis, P. (2013). Vigoressia. Quando il fitness diventa ossessione – Roma: Il Pensiero Scientifico Editore.
  • Elena Ferrari, Maria Giovanna Ruberto.  “La bigoressia o dismorfofobia muscolare: una nuova patologia emergente” – Bollettino della Società Medico Chirurgica di Pavia 125(2):373-377 Comunicazione presentata all’adunanza del 26 marzo 2012
  • Giordano Invernizzi. Manuale di Psichiatria e Psicologia clinica – terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2393-7
  • Emanuel Mian. Specchi: viaggio all’interno dell’immagine corporea –  Firenze, Phasar, 2006, ISBN 88-87911-56-8
  • Sito internet: Vigoressia.com

Simona Esposito

La Dott.ssa Simona Esposito, nata a Napoli, è Psicologa clinica e Psicoterapeuta in Gestalt e Analisi Transazionale, iscritta all’Albo della Regione Campania (n°3504) e alle liste del Tribunale di Napoli (n°273). Laureata in Psicologia clinica presso la Seconda Università degli Studi di Napoli nel 2006 (11/07/2006), si è specializzata in Psicoterapia presso l'Istituto IGAT nel 2012 (25/05/2012). Durante il suo percorso di studi ha seguito vari Corsi di formazione che l'hanno resa esperta in “Psicologia e sicurezza stradale” e “Psicologia del lavoro, in relazione ai percorsi di conoscenza nel mondo HR”. Ha conseguito inoltre la qualifica di addetta alla selezione del personale e di interprete scolastico (LIS) o assistente alla comunicazione e si è specializzata in ambito della “Psicologia alimentare”. Ha maturato esperienze e competenze nell’ambito psicoterapico con persone con Disturbi del Comportamento Alimentare e Obesità, si occupa di valutazione psicologica pre e post intervento di chirurgia bariatrica. E’ iscritta alla Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB).

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