EMOTIONAL EATING: il cibo come “paese delle meraviglie”

Pubblicato da Alessia Medaglia il

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Cos’è la fame emotiva?

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Come mai a volte ci capita di mangiare spinti dalla nostra mente piuttosto che dal nostro stomaco?

Semplicemente perché la relazione che abbiamo con il cibo è basata su una sensazione di piacere, infatti, la soddisfazione della fame emotiva scaturisce da una immediata compensazione o da una efficace soluzione ad uno stress. Tali comportamenti si sono stereotipati sin dall’infanzia.

Sin da quando siamo bambini, utilizziamo il cibo come ricompensa o come consolazione: pensiamo ad esempio a quando da piccoli i nostri genitori premiavano un buon voto a scuola con un cono gigante; o ancora, quando per farci smettere di piangere la nostra mamma ci consolava con una golosa merendina. Nulla è cambiato da allora, infatti, anche adesso che siamo adulti, capita spesso di utilizzare il cibo come strumento di ricompensa a seguito di un obiettivo raggiunto o come strumento di consolazione per distrarci dai nostri problemi, dalle nostre preoccupazioni ma anche, più semplicemente, “per tirarci su”.

Ma cosa succede quando siamo particolarmente stressati?

Quando siamo stressati, il nostro corpo produce il cortisolo, ovvero, l’ormone dello stress, il quale, ci induce a sentire un bisogno di cibi particolarmente grassi. Così il cibo interviene, ancora una volta, nel placare la situazione di stress che si è venuta a creare. I cibi più ricercati in questi momenti sono senza dubbio alimenti dolci e carboidrati, i così detti “cibi spazzatura”.

C’è da dire che, anche il contesto in cui viviamo, non è dalla nostra parte, poiché, spesso ci spinge ad utilizzare il cibo come mezzo di comunicazione, pensiamo a quello che ormai è diventato un rituale, il famoso “happy hours”, un modo per salutare gli amici davanti a una montagna di cibi e bevande ipercaloriche.

Fame emotiva: come riconoscerla.

  1. E’ una tipologia di fame improvvisa e urgente
  2. Si verifica in preda a emozioni forti
  3. Conduce a mangiare in modo incontrollato (ad esempio, intere confezioni di biscotti o patatine)
  4. Si ha difficoltà a gustare ciò che si sta mangiando, poiché i cibi vengono solo ingurgitati
  5. Non parte dallo stomaco ma dalla testa
  6. E’ seguita dal senso di colpa
  7. E’ una sorta di rituale che avviene in solitudine

Differenze con la fame fisica.

  1. Essa si presenta gradualmente con i classici “brontolii dello stomaco”
  2. Si placa con qualsiasi tipologia di cibo, anche frutta o verdura
  3. Termina con lo stato di sazietà
  4. I cibi vengono assaporati e seguono un ordine razionale (dal salato al dolce)
  5. Parte da un bisogno fisiologico
  6. Non provoca senso di colpa
  7. Si preferisce gustare il pasto in compagnia

Il circolo vizioso della fame emotiva

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E’importante sottolineare che non sempre l’eccesso rappresenta un problema, capita a tutti di concedersi piccole perdite di controllo per poi tornare ad un’alimentazione equilibrata.

Quando tale reazione nei confronti del cibo diventa compulsiva, ovvero, viene ripetuta più volte nel tempo, allora rischia di innescarsi un circolo vizioso in cui diviene facile rimanere intrappolati.

Con la fame emotiva ci troviamo di fronte a due facce della stessa medaglia:

abbiamo da un lato, la soddisfazione del piacere attraverso cibi che ci consolano e riempiono momentaneamente il nostro senso di vuoto, di abbandono o che placano le nostre intense emozioni, quali, rabbia, noia, dispiacere ecc. facendoci provare una sorta di benessere temporaneo. Dall’altro lato, il senso di colpa e di impotenza che subentrano nella fase successiva e che, a lungo andare, peggiorano il nostro stato d’animo.

Dal momento che il problema non viene risolto, lo stato di malessere e le emozioni negative si ripresenteranno con gli stessi vissuti che hanno generato l’attacco di fame emotiva precedente.

Il cibo rappresenta solo una soluzione passeggera che allontana la possibilità di riconoscere il vero problema ed affrontarlo.

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Alcuni suggerimenti per affrontare la fame emotiva:

1 Osservarsi

Impara a distinguere la fame emotiva dalla fame fisica. Chiediti “perché mangi”? “Quali emozioni stai provando”? Ascolta i segnali del tuo corpo e agisci in modo consapevole.

2 Sviluppare strategie alternative

se si tratta di fame emotiva per riempire dei vuoti, ad esempio, potrebbe rivelarsi utile fare una telefonata ad una persona cara o dedicarsi ad una attività in grado di distrarci dal cibo. Se invece si vive un momento di particolare ansia, sarebbe meglio praticare un’attività per scaricarsi, infatti, lo sport rilascia endorfine che migliorano lo stato d’animo e combattono l’ansia. Può essere sufficiente anche una passeggiata all’aria aperta o, perché no, una lezione di ballo. Se ci si sente annoiati, allora, meglio dedicarsi a qualcosa come la lettura di un libro o la visione di un film.

3 Chiedere aiuto ad un esperto se necessario

Per imparare a combattere la fame emotiva, è utile conoscere i propri sentimenti ed imparare a gestirli. Quando i sensi di colpa e di frustrazione diventano invasivi e costanti, è meglio rivolgersi ad uno specialista.

Lo psicologo che si occupa di alimentazione e gestione del peso corporeo non ha il compito di prescrivere diete, ma di aiutarti a capire cosa si nasconde dietro gli attacchi di fame improvvisa, quali sono i fattori emotivi che influenzano l’impulso nei confronti del cibo.

Dopo un’attenta valutazione, sarà in grado di fornirti gli strumenti necessari e le strategie utili per far fronte agli impulsi di fame emotiva in modo da divenire autonomo nella gestione delle emozioni e  dell’alimentazione.


Alessia Medaglia

Dott.ssa Alessia Medaglia - Psicologa - Esperta in Psicologia Alimentare

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