Educazione alimentare: relazioni con la salute mentale

Pubblicato da Emanuela Castro il

Educazione alimentare e salute mentale, quale relazione?

Esiste una relazione tra educazione alimentare e salute mentale. Questo quanto afferma il nuovo studio condotto dalla Loma Linda University.

Lo studio ha coinvolto 240 mila persone californiane, intervistate mediante un sondaggio nel periodo tra il 2005 e il 2015. Di queste, il 13.2% è stato classificato come a Moderato Distress Psicologico, mentre il 3.7% a Serio Distress Psicologico. 

Un’analisi statistica effettuata sui dati ha permesso di correlare un’educazione alimentare non sana con la presenza di Serio e Moderato Distress Psicologico (un basso consumo di frutta e verdura e un alto consumo di patatine fritte, zucchero, cibo proveniente dai fast food e bibite gassate). 

Chiaramente tenendo sotto controllo importanti possibili fattori confondenti come genere, età, razza, educazione, stato economico, stato sociale, BMI, località geografica ed età. 

In sintesi, la presenza di distress psicologico risulta associata ad una dieta non sana. Inoltre, il consumo di zucchero sembra associato allo sviluppo di disturbi bipolari mentre l’associazione con la depressione era presente con il consumo di cibi fritti, cereali lavorati e cibi contenenti una elevata quantità di zucchero. 

Educazione alimentare e disturbi mentali

Questo studio ha chiari risvolti applicativi, e ci permette di riflettere ancora di più sull’importanza di rivolgere gli interventi di sanità pubblica verso l’educazione alimentare, soprattutto nei giovani, al fine di prevenirne il disagio psicologico

In Italia, la prevalenza di soggetti con disturbi mentali comuni, quali ansia e depressione, è pari al 14.8%, che equivale a 5.480.118 persone (indagine Istat “Condizioni di salute e ricorso ai Servizi sanitari” del 2013[1]). Nella stessa indagine, 1.703.033 individui, pari al 4.6% del campione, presentavano disturbi diagnosticati. Nel 2016 la presenza di “disturbi nervosi” in persone di età pari o superiore a 15 anni è stata riportata in 2.357.266 persone. 

È quindi chiaro come la salute mentale sia una sfida fondamentale per il sistema sanitario nazionale. Dai nuovi dati disponibili, che naturalmente devono essere approfonditi e confermati, sembrerebbe che le attività di prevenzione possano passare anche dall’educazione alimentare. 

Altri studi correlano l’educazione alimentare alla salute psicologica

Sebbene la relazione trovata tra i dati non sia di tipo causale ma correlativo, questo non è il primo studio a puntare l’attenzione verso l’importanza della dieta per la nostra salute mentale[2]

  1. Sánchez-Villegas e colleghi hanno pubblicato nel 2016 uno studio che correla una significativa diminuzione del rischio di sviluppare ansia e depressione con l’adozione di uno stile di vita “mediterraneo”. Vale a dire non solo l’adozione di una dieta mediterranea ma anche la presenza di una buona attività fisica e di una fitta rete sociale. 
  2. Un altro studio hariportato, in un campione femminile, un’associazione tra il rischio di sviluppare depressione e l’adozione di una dieta scorretta, che porta all’instaurarsi di processi infiammatori, forse alla base di questa associazione (Akbaraly e colleghi, 2016). 
  3. Un interessante studio del Medical University Hospital di Taiwan (Chang e colleghi, 2016) ha analizzato in un piccolo campione di bambini con diagnosi di deficit di attenzione e iperattività (ADHD) l’associazione tra gravità dei sintomi e presenza di segnali da carenza di acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) suggerendo un possibile problema di metabolizzazione di queste sostanze nei soggetti con ADHD.

Ciò che stupisce forse non sono questi dati in sé, ma la loro scarsa sistematicità: se infatti sappiamo ormai da tempo che mente e cervello sono collegati, stupisce come sia spesso trascurata la cura dell’alimentazione quale possibile co-fattore nel nostro benessere psicologico. La psichiatria e psicologia nutrizionale, come branca scientifica dedita allo studio delle relazioni tra cibo e salute psicologica, soprattutto a fini preventivi, come possibile agente protettivo, è ancora agli albori.

Migliorare l’educazione alimentare può migliorare la nostra salute psicologica?

Dai primi dati sembra però importante l’adozione di uno stile di vita sano a 360 gradi, piuttosto che focalizzarsi su specifici singoli nutrienti o “superfood” oggi tanto di moda. Insieme all’educazione alimentare, molti dati sono disponibili a favore della pratica di regolare attività fisica per rinforzare e migliorare la nostra salute psicologica. In questo senso, un’adeguata informazione proveniente solo dai professionisti del settore riveste una importanza fondamentale per riuscire a diffondere una cultura del benessere psicologico che parta anche dalle abitudini alimentari e sportive.

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Bibliografia

Akbaraly, T. N., Kerleau, C., Wyart, M., Chevallier, N., Ndiaye, L., Shivappa, N., … & Kivimäki, M. (2016). Dietary inflammatory index and recurrence of depressive symptoms: results from the Whitehall II Study. Clinical Psychological Science, 4(6), 1125-1134.

Banta, J. E., Segovia-Siapco, G., Crocker, C. B., Montoya, D., & Alhusseini, N. (2019). Mental health status and dietary intake among California adults: a population-based survey. International journal of food sciences and nutrition, 1-12.

Chang, J. P. C., Jingling, L., Huang, Y. T., Lu, Y. J., & Su, K. P. (2016). Delay aversion, temporal processing, and N-3 fatty acids intake in children with attention-deficit/hyperactivity disorder (ADHD). Clinical Psychological Science, 4(6), 1094-1103.

Martínez-González, M. A., & Sánchez-Villegas, A. (2016). Food patterns and the prevention of depression. Proceedings of the Nutrition Society, 75(2), 139-146.

Sánchez-Villegas, A., Ruíz-Canela, M., Gea, A., Lahortiga, F., & Martínez-González, M. A. (2016). The association between the Mediterranean lifestyle and depression. Clinical Psychological Science, 4(6), 1085-1093.


[1]http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/aziende-e-regioni/2018-02-12/il-paradosso-salute-mentale-aumenta-disagio-ma-investimenti-sono-palo-125215.php?uuid=AEJCjiyD

[2]http://www.lescienze.it/news/2016/11/23/news/legame_alimentazzione_salute_mentale_-_finire-3322078/


Emanuela Castro

Mi sono laureata a Pisa in Psicologia Clinica con una tesi in ambito neuropsicologico. Ho svolto un dottorato di ricerca presso la Scuola Superiore Sant'anna occupandomi di training cognitivi e nuove tecnologie. Mi sono inoltre formata nel campo della psicologia alimentare. Sono specializzanda in Psicoterapia cognitivo-costruttivista ad indirizzo evolutivo. Attualmente collaboro con una IRCCS toscana e svolgo attività libero-professionale occupandomi principalmente di età evolutiva.

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