Come Mantenere il Paziente dopo la Prima Visita

Alessandra Cescut

Introduzione

In questo articolo vedremo come la psicologia può aiutare il lavoro dei professionisti della nutrizione.

Negli ultimi anni mi sono dedicata alla psicologia dell’alimentazione e ho cercato e sperimentato varie collaborazioni con professionisti della nutrizione. Mi sono resa conto che molti professionisti si lamentavano del fatto che i pazienti spesso chiamano solo per ricevere una dieta che poi non seguono. 

Molti professionisti mi chiedevano come migliorare il rapporto con il paziente per dare una continuità al trattamento.

Il nutrizionista non è solo un professionista che da la dieta, ma un vero e proprio educatore rispetto agli stili alimentari. Il suo lavoro è molto più complesso. Le competenze derivanti dalla psicologia possono sicuramente facilitare molto il suo lavoro.

Per questo motivo ho voluto racchiudere in questo articolo alcuni dei benefici che può avere un professionista della nutrizione nel sapere degli elementi di psicologia alimentare. 

Vediamone alcuni:

In primo luogo ti spiegherò quello che è meglio evitare

attività psicologo alimentare - check up

Cosa non fare se non vuoi perdere il paziente

Ci sono alcuni accorgimenti che è necessario tenere in conto durante la prima visita. In questo la psicologia ci viene in aiuto.

Molte volte capita che, terminata la visita, sentiamo una sensazione che non sappiamo decifrare. Sappiamo che qualcosa è andato male, ma non sappiamo definire bene cosa.

Probabilmente è un paziente che non manterremo dopo la prima visita. 

Per evitare tutto questo vi scrivo alcuni consigli che potete tenere a mente:

1. Che domande non fare

Durante la prima visita è normale fare domande, ma quali sono le migliori domande per instaurare una buona relazione con il paziente? Sicuramente parliamo di domande aperte e che stimolino la riflessione.

Quindi evita quanto più possibile le domande chiuse (a meno che non si parli di dati anagrafici o anamnestici).

Ad esempio: è meglio chiedere “che ti aspetti da questo incontro?” che “quanti chili vuoi perdere?”.

La risposta alla prima domanda apre una finestra nel mondo del paziente e ci aiuta a comprenderlo meglio. La risposta alla seconda è un semplice numero e non ci dice nulla della persona

2. Non chiedere il perché

Le domande che iniziano con la parola “perché” vengono percepite come accusatorie. Per non perdere il paziente dopo la prima visita è meglio fare domande che creino più empatia.

Ad esempio: è meglio chiedere “cosa senti quando ti abbuffi?” a “perché ti abbuffi?”. La prima domanda fa sentire il paziente compreso e libero di parlare. La seconda domanda stimola senso di colpa.

3. Non far sentire in colpa il paziente.

Se durante la prima visita il paziente si sente in colpa sicuramente non tornerà. Per evitare che il paziente si senta in colpa, cerca di non assumere un atteggiamento di rimprovero rispetto alle abitudini del paziente.

In molti casi è difficile, come ad esempio se vediamo che il paziente ha delle pessime abitudini alimentari. In questi casi ci si può riferire a quanto detto sopra: cerca di stimolare nel paziente una riflessione sulle proprie abitudini invece di dirgli solamente che sono sbagliate.

4. Non prenderti tutta la responsabilità o sarà solo tuo anche il merito

Durante la prima visita è importante stimolare la responsabilità del paziente nella cura di sé. Se il paziente fa esattamente quello che gli dici, senza ricoprire una parte attiva nel trattamento è molto probabile che non lo manterrai dopo la prima visita o dopo le seguenti 3 o 4.

Questo perché, se il paziente non è responsabile delle sue azioni, se fallisce anche la colpa non sarà sua, ma tua. Quello che credo sia ancora peggio è che, se ha successo, penserà che il merito non è suo, ma tuo.

5. Non iniziare senza spiegare come funziona

Questa parte può sembrare una banalità, ma credo che sia una delle cose più importanti. Ogni professionista ha un metodo di lavoro differente. Spiegare al paziente i passi che si seguiranno nel trattamento lo aiuta a situarsi e a seguire meglio le tue indicazioni. Inoltre contribuirà a farlo sentire partecipe fin dal primo momento e farà in modo che tu possa mantenere il paziente.

Vuoi approfondire?

Scopri il nostro corso  Psicologia per Nutrizionisti

Psicologia del comportamento alimentare

Imapara tecniche psicologiche per motivare il paziente a seguire il trattamento

Collaborazione tra psicologi e nutrizionisti

Imapara come lavorare insieme per la cura del paziente

Nutrizione e sport

Aspetti psicologici dell’attività sportiva, come definire degli obiettivi mediante tecniche psicologiche

Marketing per professionisti sanitari

Impara tecniche di marketing per promuovere la tua attività

collaborazione psicologo e nutrizionista

Come mantenere il paziente instaurando una buona relazione

Gli psicologi sono esperti della relazione d’aiuto. Si può dire che l’effetto della terapia psicologica si basa proprio sulla relazione tra paziente e psicologo. La capacità di instaurare una buona relazione è una competenza che dovrebbero sviluppare tutti i professionisti sanitari. Sicuramente la psicologia può aiutare i professionisti della nutrizione a mantenere il paziente dopo la prima visita.

La maggior parte delle ricerche scientifiche affermano, infatti, che il potere di una buona relazione è cruciale per la riuscita del trattamento.

Esistono varie tecniche psicologiche che possono aiutare a migliorare la relazione d’aiuto.

Una di queste è il rapport

Il rapport è una tecnica derivante dalla PNL (programmazione neuro linguistica). 

In realtà la tecnica è stata definita a partire dalle ricerche fatte sulla gestione del colloquio di Milton Erickson. Erickson fu un famoso psicologo ipnotista statunitense. Durante il colloquio imitava naturalmente lo stile comunicativo del paziente, il suo tono di voce, la sua postura ecc. In questo modo il paziente si sentiva compreso non solo a livello comunicativo, ma anche a livello corporeo. Una volta stabilita la relazione Erickson guidava il paziente al suo mondo facilitando il processo di cura.

Tale tecnica può aiutare il professionista della nutrizione a empatizzare con il paziente  e farlo sentire compreso al di là dell’aspetto nutrizionale.

fiore con cibo

Come migliorare la compliance per mantenere il paziente?

In medicina, il termine compliance si riferisce alla disposizione del paziente nel seguire le prescrizione mediche, siano esse farmacologiche o comportamentali. nel caso dei professionisti della nutrizione si misurerebbe nel grado di aderenza alla dieta del paziente.

La valutazione di questo aspetto è particolarmente importante perché, se il paziente non segue le indicazioni del professionista, il trattamento potrebbe fallire.

Avere delle competenze che permettano di sviluppare empatia con il paziente può favorire la riuscita del trattamento.

Tra l’altro è opportuno considerare che una cattiva compliance ha un doppio effetto negativo sul professionista:

  • In primo luogo comporta la perdita del paziente
  • In secondo luogo determina una esperienza negativa e un pessimo passaparola

Non bisogna dimenticare che appunto il passaparola è uno degli elementi più importanti per i liberi professionisti. Un cliente soddisfatto può portare fino a 10 nuovi clienti, ma un cliente insoddisfatto potrebbe allontanare 10 clienti.

Pertanto è fondamentale lavorare su vari aspetti:

  • Instaurare una buona relazione;
  • Non giudicare il paziente;
  • Rendere il paziente attivo e responsabile del proprio benessere;
  • Congratularsi con il paziente al raggiungimento degli obiettivi per fargli sentire che ha le competenze per seguire con il trattamento;
  • Lavorare sulla motivazione

Come migliorare e mantenere la motivazione del paziente?

Uno degli aspetti fondamentali del trattamento nutrizionale è proprio la motivazione. Molto spesso viene tralasciata durante i primi colloqui e ci si ritrova a trattare il tema a trattamento iniziato.

Il lavoro sulla motivazione inizia dalla prima chiamata

Ti è mai capitato che non fosse il paziente a chiamarti ma un suo familiare? Secondo te, quello che sarà successivamente il vero paziente, quanto è motivato a intraprendere il trattamento?  Probabilmente poco, e la scarsa motivazione rende difficile mantenere il paziente dopo la prima visita. 

Questo è solo un esempio, ma ci fa capire che è importante lavorare sulla motivazione il prima possibile. 

Nell’esempio precedente per esempio, si potrebbe chiedere di parlare con il “vero paziente”, o che decida lui stesso quando è disponibile ad iniziare.

Altro esempio è la chiamata urgente. 

Ti è mai capitato che la persona ti comunichi un senso di urgenza? Ad esempio una persona che deve perdere molti chili per subire un’operazione di chirurgia bariatrica? 

Certo l’urgenza è reale, ma non al punto di tralasciare la motivazione a cambiare stile di vita.

Chiaramente ci sono situazioni in cui la persona si trova a dover sconvolgere le proprie abitudini alimentari. Ma la cosa più importante è fargli capire che la modifica delle abitudini è un processo più lungo. per farlo è necessario essere molto motivati. pertanto è utile parlare del tema fin dal principio.

Come lavorare sulla motivazione nella prima visita

Per mantenere il paziente dopo la prima visita è importante dare spazio allo sviluppo della motivazione. 

La psicologia può aiutare a svolgere tale lavoro con alcune tecniche specifiche:

Scala della motivazione. Una delle tecniche che è utile utilizzare durante la prima visita è molto semplice: una scala della motivazione. Si può presentare al paziente una semplice scala con dei numeri da 1 a 10. Si chiede poi al paziente di valutare il suo grado di motivazione al trattamento. Vedere graficamente dove si situa la propria motivazione lo può aiutare a capire quali risultati può raggiungere. Ma è utile anche per il professionista nella fase della definizione degli obiettivi.

Fissare gli obiettivi. Un secondo step è quello di fissare gli obiettivi da raggiungere. Chiaramente la motivazione influenza questo passo. Ci sono varie tecniche psicologiche che possono aiutare a definire correttamente gli obiettivi. Nel corso “psicologia alimentare per professionisti della nutrizione” ne spieghiamo varie. In questo articolo parliamo di una tecnica più generale che consiste nel fissare degli obiettivi generali del trattamento. Allo stesso tempo tali obiettivi si possono dividere in micro-obiettivi più semplici da raggiungere. Il paziente vedrà che già dalle prime settimana sta raggiungendo tali obiettivi che lo avvicinano sempre di più alla meta. Questa semplice tecnica aiuta a sviluppare e mantenere alta la motivazione del paziente.

Identificare le difficoltà e anticiparle. le prime difficoltà che si incontrano sono le più difficili da affrontare. questo perchè potrebbero demoralizzare il paziente. Per questo, per mantenere il paziente dopo la prima visita, è importante anticipare le difficoltà. Come si fa? Semplicemente dedicando tempo a discutere con il paziente su quali difficoltà potrebbe incontrare per il raggiungimento degli obiettivi concordati. Una volta identificate le possibili difficoltà, è possibile pensare a come affrontarle.

Se vuoi sapere di più sulla psicologia dell’alimentazione segui il nostro blog. Se invece sei un professionista che ha a cuore il benessere dei propri pazienti e vuoi approfondire questi concetti per migliorare il tuo lavoro, può interessarti il nostro corso

Psicologia per Nutrizionisti